Storia e folclore
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WB01343_.gif (599 byte)Un po' di storia

 

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"... Nel 1400 Tristano Chiaramonte, conte di Copertino, fortificò i centri abitati di Veglie e Leverano, munendoli di torre e artiglieria. Ciò nonostante i due centri vennero occupati nel 1435, durante la guerra contro Giovanna II, da Giovanni Orsini del Balzo insieme alle terre vicine ..."CAVALIER.gif (10438 byte)

 

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"Nel 1484 resistette contro l'assalto dei Veneziani, quando questi occuparono Gallipoli ed i territori limitrofi. Nel 1528 riuscì a resistere anche ai Francesi, comandati dal Lautrec ed ai soldati di Carlo V. ..."

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La vita collettiva s'incentra in alcuni pellegrinaggi legati a località famose e a episodi storici più o meno leggendari.

Molte manifestazioni sono legate al sentimento religioso, spesso mescolato a forme di superstizione o legato a tradizioni precristiane come il culto preistorico delle pietrefitte (sannà in dialetto) su cui si inserì il culto cristiano.

Anche i Vescovi bizantini, rinunciando a ogni forma di repressione, inutile per la costanza con cui i contadini continuavano a praticare il loro culto, fecero scolpire croci sugli antichi menhir.

I falò accesi in tutta la zona (il più caratteristico è quello di Novoli presso Lecce) sono un chiaro richiamo al culto del fuoco.

Origini medievali ha il fenomeno storico-religioso del tarantismo con tutto il complesso rituale di musica, danza sfrenata e di colori che accompagna la guarigione .

lampada.gif (4939 byte)Molte manifestazioni popolari o tradizioni sopravvissute mettono in luce antichi legami con il mondo orientale:  la posa della prima pietra di una casa dovrebbe avvenire in concomitanza con la proiezione su di essa dell'ombra di un passante, in ricordo della tradizione bizantina che voleva una casa solida solo se nelle fondamenta ci fosse stata una vittima umana.

Sopravvivono ancora forme di festeggiamenti e drammatizzazioni popolari di origine profana e religiosa ("lu carniali e la quaremma" in occasione del carnevale, riti e processioni della settimana santa, feste e sagre).anfora.gif (11803 byte)

Quanto all'arte popolare, la ceramica ha un ruolo di primaria importanza nella cosiddetta arte figulina, con origini che si perdono nella notte dei tempi. Espressioni tipiche dei ceramisti locali sono i prodotti legati ai bisogni della vita agricola e paesana: "la quartara", anfora per acqua, e il "trùfulù", fiasco di creta per il vino, scodelle, cucchiai e forchette in legno,  lavorati con simboli religiosi o etnici e motivi geometrici.

Notevoli sono anche i merletti a mano o al tombolo; caratteristico, infine, l'intreccio di canne e giunchi per ottenere panieri e canestri tipici: "lu panaru" e "la caniscia".


Folclo11.gif (4252 byte)GastronomiaFolclo4.gif (3350 byte)

duchessa rosso.gif (5876 byte)L'alimentazione popolare gravita soprattutto sui farinacei: pane e pasta. Quest'ultima è presente in diverse varietà a preparazione casalinga (lasagne, orecchiette, pizzicarieddi,  gnocchetti, ecc.), cui corrispondono innumerevoli tipi di condimento dai più semplici (salsa di pomodoro, cime di rapa) ai più ricchi (ragù di carne o di pesce, in timballo con ripieno di uova, polpette, carciofi, cozze, formaggio).duchessa rose.gif (5851 byte)

AG00057_1.gif (11891 byte)Più che le carni bovine trovano largo impiego  le carni suine (ventresca, capocollo,  salsicce e sanguinacci) e soprattutto ovine. Rinomato per la bontà è l'agnellino lattante, cotto alla brace a piccoli tranci o preparato nei modi più elaborati (al sugo, in umido con le patate, a gnemarieddi, ossia gomitolini di interiora avvolte nelle budelline).

 

 

Folclo5.gif (8527 byte)duchessa bianco.gif (5996 byte)La vicinanza del mare, popolato da molte varietà ittiche, offre abbondanza di ottimo pesce, crostacei e frutti di mare, consumati nei modi più svariati.

Folclo2.gif (6538 byte)Tra le pietanze locali sono caratteristiche  i panzerotti e le tielle ("pizzi"), di derivazione spagnola, le pizze e le focacce rustiche, gli ortaggi scottati alla brace. Da ricordare ancora il "lampascione", cipollina selvatica primaverile, dal sapore leggermente amarognolo preparata in agrodolce o in umido ("paru-paru").

La produzione casearia è a base di latte di pecora (ricotta, formaggio-ricotta, marzotica, pecorino fresco e stagionato), cui si affianca la casearia vaccina di più recente introduzione. Folclo3.gif (2645 byte)

Folclo6.gif (2544 byte)Folclo6.gif (2544 byte)Tra i dolci le zeppole, i taralli e le castagnedde, i mostaccioli, il torrone di mandorle ("cupeta") di antica trazione saracena e spagnola.

 


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